Neuralink 2026: a che punto siamo davvero?
Più di una dozzina di persone controllano computer con il pensiero, Blindsight è alle porte, ma le domande più importanti restano aperte. Il rapporto onesto sullo stato delle cose.

Tra "hype alla Elon" e "roba del diavolo" corre una traccia stretta, ed è lì che stanno i fatti veri. Percorriamola: cosa sa fare davvero Neuralink oggi, e cosa ancora no?
Cosa è dimostrato
Dal primo impianto umano nel gennaio 2024 il numero dei pazienti è salito a oltre una dozzina. Le capacità sono documentate e in parte trasmesse in streaming dal vivo: controllo del cursore con il pensiero, scrittura, partite a scacchi, design 3D, lavoro al computer. Noland Arbaugh, paziente numero uno, descrive l'impianto come la restituzione della propria autonomia. E ormai non è più l'eccezione, ma l'inizio di una coorte.
Sul piano tecnico l'N1 resta impressionante: oltre 1.000 elettrodi su filamenti flessibili, inseriti dal robot chirurgico R1, del tutto invisibile sotto il cuoio capelluto, trasmissione wireless. E per onestà va detto anche questo: nel primo paziente alcuni filamenti di elettrodi si sono temporaneamente ritratti. Il sistema è rimasto utilizzabile, ma è stato il promemoria che qui ci sono persone in prima linea di una tecnologia giovanissima.
Cosa è alle porte
Il progetto più affascinante si chiama Blindsight: un impianto nella corteccia visiva che dovrebbe restituire ai ciechi un campo visivo grezzo, già classificato dalla FDA come "Breakthrough Device". Se funziona, la percezione pubblica si ribalta: un dispositivo che restituisce il computer alle persone paralizzate è impressionante. Un dispositivo che restituisce la vista ai ciechi è un miracolo con numero di omologazione.
In parallelo la concorrenza lavora per strade proprie: Synchron impianta attraverso i vasi sanguigni senza aprire il cranio, gruppi di ricerca decodificano il linguaggio interiore a quasi 80 parole al minuto. La competizione è reale, ed è un bene per i pazienti.
Cosa resta aperto
Tre domande decideranno i prossimi anni:
- Durata: i filamenti reggeranno per decenni, o serviranno operazioni di revisione di cui oggi nessuno parla volentieri?
- Scalabilità: la strada che porta da qualche decina di pazienti in studio a decine di migliaia di persone trattate, sul piano regolatorio e chirurgico, non è ancora stata costruita.
- Governance: a chi appartengono i dati neurali? Chi scrive gli aggiornamenti del firmware? Domande irrisolte, che non diventano più piccole man mano che la tecnologia migliora.
La tecnologia corre più veloce di quanto nascano le regole. È esattamente questa la notizia del 2026.
Il mio bilancio
Neuralink non è né la favola di marketing per cui la prendono i critici, né il chip consumer che i fan vorrebbero già ordinare. È tecnologia medica da prendere sul serio, con una missione transumanista di lungo periodo dichiarata apertamente. Chi vuole capire dove porta tutto questo trova le basi nella pagina sulle tecnologie, e la mia posizione personale nel manifesto.
- Neuralink
- BCI
- Analisi
// Continua a leggere

