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Cos'è il transumanesimo?

Un movimento filosofico e tecnologico con un obiettivo chiaro: migliorare radicalmente l'esistenza umana attraverso scienza e tecnologia, sul piano fisico, cognitivo ed emotivo. Qui trovi le basi: la storia, le idee, i protagonisti e le critiche che bisogna conoscere.

Una silhouette umana sale una scala i cui gradini in basso sono fatti di doppie eliche di DNA e in alto si trasformano in tracce luminose di circuito stampato
// Dal prodotto del caso alla scelta di design: il transumanesimo intende l'evoluzione come una scala che possiamo continuare a costruire noi stessi.

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L'idea centrale: l'essere umano non è un capolinea

Il transumanesimo non vede l'essere umano di oggi come il punto finale dell'evoluzione, ma come uno stadio di transizione. Malattia, invecchiamento e i limiti del nostro cervello non sono quindi leggi di natura da accettare con umiltà, ma problemi tecnici, risolvibili con ingegneria genetica, neurotecnologia, intelligenza artificiale e medicina. Sembra radicale, ma segue un'osservazione molto semplice: correggiamo i difetti visivi con gli occhiali, sostituiamo valvole cardiache, trapiantiamo organi. La domanda non è se intervenire sulla biologia, ma fino a che punto.

A coniare il termine, nel 1957, fu, ironia della sorte, proprio un biologo: Julian Huxley, primo direttore generale dell'UNESCO, descrisse il «transumanesimo» come la fede nella capacità dell'umanità di trascendere sé stessa. Negli anni '70 e '80 il futurista iraniano-americano FM-2030 ne fece uno stile di vita, e nel 1990 il filosofo Max More formulò la prima filosofia transumanista sistematica: l'essere umano deve portare avanti la propria evoluzione in modo razionale, scientifico e autodeterminato.

Nel 1998 i filosofi Nick Bostrom e David Pearce fondarono la World Transhumanist Association, oggi Humanity+, che diede a questo pensiero un fondamento accademico. Da allora, da una manciata di pionieri è nata una rete mondiale di ricercatori, imprenditori e attivisti. Ciò che li unisce: la convinzione che la condizione umana sia migliorabile, e che anche non fare nulla sia una decisione, solo una cattiva decisione.

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I tre pilastri: super-longevità, super-intelligenza, super-benessere

Il movimento segue tre grandi linee. Primo, la super-longevità: l'allungamento radicale della vita in salute. L'invecchiamento viene inteso come un accumulo a cascata di riparazioni mancate (cellule danneggiate, telomeri accorciati, proteine aggregate), e ognuno di questi processi è in linea di principio trattabile. L'obiettivo finale si chiama longevity escape velocity: il punto in cui la ricerca guadagna ogni anno più tempo di vita di quanto ne trascorra.

Secondo, la super-intelligenza: l'espansione delle nostre capacità cognitive. Nel breve periodo con strumenti di IA che già oggi ci potenziano nel pensare, scrivere e fare ricerca. Nel medio periodo con interfacce cervello-computer che eliminano la deviazione attraverso tastiera e schermo. Nel lungo periodo con un vero accoppiamento tra cervello biologico e intelligenza delle macchine. La larghezza di banda tra testa e computer, intanto, cresce in modo misurabile anno dopo anno.

Terzo, il super-benessere: il miglioramento dello stato emotivo di base. Si va da trattamenti più precisi per le malattie psichiche al neurofeedback, fino alla domanda filosofica se la sofferenza come condizione biologica predefinita sia davvero difendibile. Ognuno di questi tre pilastri ha oggi programmi di ricerca reali, budget reali e studi clinici reali: niente di tutto questo è ormai pura teoria.

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Dalla mailing list all'industria miliardaria

Quella che negli anni '90 era una mailing list di nicchia oggi è un settore economico. Jeff Bezos ha investito in Altos Labs, che vuole invertire l'invecchiamento con la riprogrammazione cellulare. Google ha fondato Calico con lo stesso scopo, e Sam Altman finanzia Retro Biosciences. Elon Musk ha fondato Neuralink con la missione dichiarata di rendere possibile la simbiosi tra uomo e IA. I tempi in cui il transumanesimo era un hobby da deridere sono finiti.

Anche gli Stati sono ormai della partita: gli USA finanziano con miliardi la ricerca sul cervello attraverso la BRAIN Initiative, l'UE lo ha fatto con lo Human Brain Project, la Cina ha dichiarato la neurotecnologia una priorità strategica. Il Cile è stato il primo Paese al mondo a scrivere i «neurodiritti» nella propria Costituzione. Quando i governi regolano e investono, una tecnologia è uscita dalla nicchia.

Per te questo significa: la domanda non è più se queste tecnologie arriveranno. Sono già qui, o negli studi clinici. La vera domanda è chi le plasmerà, a chi apparterranno e chi vi avrà accesso. È esattamente per questo che esiste questa piattaforma: perché il dibattito non si svolga solo nei consigli di amministrazione e nei laboratori, ma in pubblico.

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Le domande difficili e la critica migliore

Un transumanesimo onesto non schiva la critica: la cerca. La più nota viene dal politologo Francis Fukuyama, che ha definito il transumanesimo «l'idea più pericolosa del mondo»: se modifichiamo tecnicamente la natura umana, sostiene, mineremo il fondamento dell'uguaglianza dei diritti. Jürgen Habermas ha lanciato un monito simile contro una «eugenetica liberale», in cui genitori e mercati decidono la dotazione biologica degli esseri umani futuri.

A queste si aggiungono le questioni distributive: il potenziamento sarà disponibile per tutti o solo per i ricchi? Nascerà una società biologica a due classi? Cosa accade a identità e autonomia quando i pensieri diventano leggibili e influenzabili? E dove finisce la terapia, dove inizia l'enhancement? Il sistema sanitario paga l'impianto di memoria contro la demenza, ma non quello per lo studente sano?

Queste domande non hanno risposte semplici, e chi le promette sta vendendo qualcosa. La nostra posizione: i rischi sono reali, ma sono un argomento a favore del dibattito pubblico, di standard aperti e di regole d'accesso eque, non di un divieto, che sposterebbe soltanto lo sviluppo in canali opachi. Come la penso personalmente, lo leggi nel manifesto.

// Fonti e link di approfondimento